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CIN CIN?

6 October 2017

Cin cin. E un brivido corre lungo la schiena del festeggiato: ecco, ora qualcuno si alza e mi dedica una rima... Il brindisi va fatto? E quando? Alla fine o al principio?

Un augurio che chi presiede l'evento conviviale (piccolo e privato o pubblico e importante) pronuncia rivolto all'ospite di maggior riguardo o d'onore, è quasi sempre opportuno, a patto che sia poco, e leggero. Di solito l'ospite/festeggiato dice qualcosa a sua volta, ma a casa non è un obbligo.

Sia in eventi ufficiali che in famiglia, chi parla per primo pensi al lui/lei cui si rivolge, che non volendo o non essendo in grado di rispondere, DOPO, potrebbe trovarsi in imbarazzo (insomma, un accordo prima non è una cattiva idea...). Se chi prende la parola ha qualcosa di sensato da dire è meglio (con un grato pensiero a Catalano).

Ancora una cosa, buona per entrambe le situazioni: meglio alla fine che in principio. Tempo a disposizione: tre minuti. In pranzi e cene formali a volte al brindisi si abbina uno scambio di doni, il che vuol dire che dopo il discorso compare un regalo (mai incartato!) da dare all'ospite, il quale, preventivamente avvertito, al termine del suo intervento ringrazia e ricambia.

Se l'occasione è più informale, come un compleanno, può capitare che sia solo il festeggiato a parlare per ringraziare. Il dono, cui in genere contribuiscono tutti i presenti, se previsto, può seguire il discorso.

Quanto al termine, cin cin (dalla pronuncia del cantonese ch’ing-ch’ing, ovvero «prego prego»), recita la Treccani: "Formula cinese di cortesia (introdotta dai marinai e fatta anche conoscere dall’operetta La Geisha di S. Jones, rappresentata la prima volta a Londra nel 1896), che è stata in Italia interpretata onomatopeicamente come se riproducesse il suono di due bicchieri che cozzano insieme e adottata quindi come espressione di buon augurio nel fare un brindisi, col sign. di «alla salute»". Ecco, meglio di no. In alcune lingue orientali è un nomignolo del pene o dell'atto sessuale... "Auguri" o "salute" vanno benissimo.

Chiudiamo con il tintinnio dei calici. Sbattere lievemente i bicchieri prima di bere è vietatissimo in circostanze "ufficiali" (vale a dire quando l'occasione conviviale si determina in ragione delle cariche ricoperte dai presenti), mentre in caso di compleanni, promozioni, festeggiamenti vari - anche a due - può essere considerato parte di un rituale scherzoso e quindi va bene, anzi benissimo, perché per dirlo con Stéphane Mallarmé "l'ironia è il segno delle grandi cose".

RIUNIONI GALEOTTE

11 November 2016

Da un'inchiesta della BBC su usi e costumi "di riunione" in giro per il mondo risulta che gli Italiani sono meeting-participants riottosi e indisciplinati (l'approccio più benevolo è: "Ma che dovremo dirci? Tanto è tutto già deciso"). Ha scritto Roberto Gervaso che l'italiano non si organizza, si arrangia. NON è vero, ma qualcosa, evidentemente, possiamo migliorare...  

ORDINE DEL GIORNO. Dal momento che non ci si riunisce per il piacere di stare insieme (per quello, in ufficio, c'è il caffè; al bar o davanti alla geniale macchinetta santificata in "Camera Caffè"), è bene indicare/conoscere di quali argomenti si tratterà. I giapponesi l'ordine del giorno lo imparano a memoria; per tedeschi e austriaci è vangelo. Allora: se avete una riunione da organizzare, premuratevi: tutti devono essere messi in condizione di conoscere l'oggetto con debito anticipo.

PUNTUALITA'. Come nella vita presentarsi in ritardo a una riunione è una mancanza di rispetto. Diciamo che da noi, se non ci son tutti, qualche minuto si aspetta, ma pochi. In ogni caso, attendere qualcuno (magari sempre lui o sempre lei) è insopportabile. Pare che gli stranieri sappiano che non solo in Italia alla riunione si arriva quando si arriva (come il Natale della pubblicità...) ma anche che non necessariamente si ...resta fino alla fine! Allora, se davvero non si può rimanere (accidente del quale ci si scusa, e molto), è indispensabile avvertire all'inizio, dando modo a tutti di stringere i tempi.

DURATA? Il minimo indispensabile. Facile, no? Già, ma che cosa c'è di veramente indispensabile in una riunione? Americani e canadesi ritengono fondamentale scaldare l'ambiente con qualche battuta o aneddoto, svedesi e finlandesi lo giudicherebbero inutile. Gli italiani non vedono l'ora di divagare. Gli asiatici, in testa Cina, Taiwan, Malaysia e Singapore, non ritengono che la riunione sia l'opportunità per un brainstorming, si ascolta e basta. Una ricerca di Epson e del Centro Business & Economia (CEBR) ha appurato che le ridurre le perdite di tempo in riunione nel Regno Unito potrebbe far risparmiare 25 miliardi di sterline l'anno (un punto e mezzo di PIL). Sono leggende che lasciano il tempo che trovano, ma mai come in questo contesto vale il monito di Zio Paperone: "Nipote, il tempo è denaro!"

INTERVENTI. Dei (saggi) silenzi degli orientali abbiamo detto. Ma star fermi come salami alle riunioni può nuocere alla carriera. E' così negli Stati Uniti (Meryl Streep/Miranda Priestly in "Il Diavolo veste Prada", indispettita perché nessuno parla, al primo intervento rileva sarcastica: "Per fortuna c'è qualcuno che è venuto a lavorare stamattina!"). E allora? Suggerisce Corinne Maier nel suo "Buongiorno pigrizia" - dal significativo sottotitolo: "Come sopravvivere in azienda lavorando il meno possibile" - che bisogna dire una cosa breve, massimo due, e poi tacere. Se i presenti non si conoscono tutti, bisognerebbe presentarsi (o essere presentati) prima di svolgere il proprio intervento. Naturalmente, NON si interrompe chi parla. Nemmeno (al contrario, per così dire) si approfitta della riunione per esporre la propria visione del mondo con interventi interminabili.

TELEFONINO. La ricerca della BBC ci avverte che i cinesi sono telefoninodipendenti più di noi: ne portano più di uno in riunione e non si vergognano di compulsarlo di continuo. In Italia non viene spento mai; i più avveduti inseriscono la vibrazione e spesso qualcuno scompare sotto il tavolo tra i sussurri (è la mamma o la moglie più spesso dell'amante). Va bene la famiglia, per carità, ma insomma il cellulare andrebbe spento

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