Una morte attesa.


07/03/2001

Domanda

Vorrei avere consiglio per come affrontare la probabile imminente scomparsa di una persona che ha svolto attività pubblica e che è stata presidente di una associazione internazionalistica. La persona è laica e pienamente cosciente della situazione. Non vi sarà nessuna cerimonia funebre se non una camera ardente. Pensiamo di effettuarla presso la sua associazione per sottolineare il nostro profondo riconoscimento. Al momento stiamo informando le persone più legate a lui da affetto e lavoro svolto in comune, perché non si trovino impreparati all`evento e perché possano andarlo a trovare o telefonargli per un ultimo saluto. Cosa altro potete suggerire?



Risposta

Crediamo abbiate fatto il possibile. Informare gli amici di una situazione simile (a meno che il malato non abbia espresso chiaramente il desiderio di non veder nessuno) è giusto e difficile, e per questo in casi simili sono in molti a pensarci e poi la briga di farlo non se la prende nessuno. La scelta di limitare la cerimonia funebre ad una camera ardente nella vostra associazione è corretta. Per dare un consiglio completo bisognerebbe sapere quanto spazio si ha a disposizione, e come è "organizzato". Comunque, nella camera ardente dovrebbero trovare posto soltanto le corone e i cuscini indispensabili (due, massimo tre). Dal momento che molti sono in genere coloro che si fermano in raccoglimento davanti alla salma è bene tener fuori dalla stanza la più gran parte dei fiori, in modo che l'odore non risulti fastidioso ai presenti. Volontari dell'associazione o amici possono, se credono, alternarsi accanto al feretro in servizio "d'onore". Bisogna ricordare di mettere all'ingresso un libro delle firme. Le pompe funebri ne hanno sempre uno, ma in genere sono brutti (e/o con il loro logo) ed è quindi meglio procurarlo autonomamente. Può essere un'idea quella di chiedere un contributo al posto dei fiori, magari non alla vostra associazione ma a qualcun altra della quale conoscete la serietà.

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