SALUTARE


29/09/2012

Sul volger del termine del primo mandato presidenziale, l'attenzione sul Presidente degli Stati Uniti torna ad essere in parte quella che "colpisce" qualsiasi candidato, e pare qualcuno abbia avuto da ridire sul modo di salutare troppo confidenziale che Barack Obama è solito manifestare durante i suoi infiniti contatti con i cittadini.

Ma è davvero possibile che l'uomo più importante del mondo non sappia comportarsi? Si può avere un dubbio simile? In un contesto socio culturale come quello americano, dove è prassi comune ricordare il dress code (quando ti invitano scrivono come devi vestire, per evitare di avere gente in pantaloncini e canotta alle cene di gala), non è una sorpresa. Sorprende di più vedere che le stesse incertezze affiorano dalle nostre parti - più socialmente e tradizionalmente strutturate - segno evidente che neppure noi riusciamo a tenere il passo di questa società ipercinetica dalle mille opportunità e dalle mille incertezze.

Al primo incontro ci si dà la mano (e l'uso viene dall'intenzione di non mostrarsi belligeranti: in tempi antichi la mano serviva a sfoderare la spada...). In certi ambienti ha ripreso vigore il baciamano alle signore. Allora, se proprio si vuole, non alle nubili, non all'aperto e non su mani che indossano guanti. Però se non si vuole ...è meglio! Il baciamano non lo sa più fare nessuno, con vera disinvoltura.

Quando scatta il bacio sulla guancia? Fra uomini è richiesta una certa consuetudine: ormai sembra ridicola la stretta di mano fra amici o colleghi da lunga data, ma in questi casi se non si è così "intimi" da abbracciarsi può valere un saluto "a distanza" ovvero - quando le circostanze lo consentono - una pacca sulla spalla o simili. Fra donne, un saluto più confidenziale è di solito facile (e quindi, opportuno) già dopo il primo incontro. Mentre i ragazzi lo sanno da soli quel che è giusto fare (tra loro); basta guardarli.

In ufficio Tu o Lei? Tu fra parigrado, Lei fra superiori e sottoposti. Senza rigidità talebane, però: se i rapporti sono tali da giustificare il Tu senza equivoci, una maggiore rilassatezza di approccio può non guastare; anzi, la produttività sul lavoro (talvolta) e la piacevolezza del lavorare (spesso) ci guadagnano. Purché siano paritari. E ricordare SEMPRE che il Lei col nome di battesimo fa "SI badrone". Io sono Francesca. Se mi dai del TU. Se mi dai del LEI sono la Signora Marchetti. "Mi dica, Francesca", non esiste...

Riceviamo da un affezionato lettore un piccolo e adeguato "rimprovero": parlando di saluti, non si può fare assolutamente a meno di ricordare che la mano la deve porgere il più importante al meno importante, e mai viceversa. Naturalmente è così e lo ribadiamo volentieri! (Grazie FF)

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