LE NUOVE PANTERE (IN CASA)


Qualche giorno fa, alla vigilia dell'imperdibile seconda serie di "Gomorra", la notizia che un boss della camorra arrestato a Napoli teneva in casa un pitone. Non era destinato a eliminare i nemici del clan (esistono sistemi più pratici e sicuri benché altrettanto esecrabili), ma a dare testimonianza di forza e risolutezza.

Un decreto del ministero dell'ambiente del 19 aprile 1996 fa divieto di tenere in casa specie pericolose  - fra le quali all'allegato A, classe reptilia, ordine squamata, per l'appunto, i pitoni - ma non è raro che gli Italiani accolgano in casa animali non convenzionali, presi cuccioli innocui quindi sciaguratamente liberati alla "maggiore età" (prima di rischiare di diventarne il pranzo o la cena, insomma).

Beninteso, non siamo alla bufala degli alligatori che vengon fuori dai tombini di New York, grande classico delle leggende metropolitane. Ma chi ha qualche anno ricorda il movimento studentesco del 1990 denominato "La pantera". Il 27 dicembre dell'89 una pantera venne avvistata in via Nomentana a Roma. Dalla successiva (inutile) caccia al felino, ecco il provocatorio "La pantera siamo noi!" degli studenti sulle barricate, con malcelato sostegno all'animale in fuga (nel febbraio del 2006 fu catturata una pantera in zona Torrino-Mezzocammino, ma è improbabile che si trattasse dello stesso animale; magari il figlio o il nipote, con qualche domanda aperta sull'altro genitore).

Nella nostra società alla rovescia appartenere al mondo animale può rappresentare un inconveniente spiacevolissimo. Basti pensare agli allevamenti intensivi e al modo infelice in cui migliaia di esseri viventi sono costretti a condurre le proprie esistenze prima di finire in qualche modo nelle nostre pance. Ma può accadere, al contrario, che si riveli una pacchia vera e propria: con le licenze concesse agli animali d'affezione, gli umani spesso esagerano. 

Naturalmente il problema non sono cani, gatti, merli indiani, pappagalli, criceti e quant'altro. Di tutta evidenza, il problema sono i padroni. Per evitare di giungere all'estremo della celebre conclusione della commedia "Tutti giù per terra" (Carlo Monni, rifilando un sonoro pedatone all'armadillo che per tutta la durata del film gira indisturbato fra le scene, esclama: "Ma tu guarda che animali stronzi si trovano in questo periodo storico!"), riassumiamo qualche regola di convivenza.

Regole per e regole contro.

1. Contro: quando si va in visita da amici o parenti e si vuole o deve portare un animale bisogna sempre avvisare prima per non dare disturbo ed acconciarsi a fargli trascorrere un paio di ore in un angusto balcone (per memoria, i musulmani osservanti non sono compatibili con cani in casa).

2. Per: se l'ospite arriva con un animale al seguito senza avere avvisato è indispensabile fare buon viso a cattivo gioco ed allestire una soluzione di emergenza che non dia fastidio a eventuali altri ospiti (anche per non rischiare di rovinare la serata accendendo pericolose dispute sull'argomento, spesso oggetto di divergenze clamorose).

3. Contro: i nostri bisogni quotidiani avvengono nella segretezza più assoluta e in un riserbo totale; i nostri amici a quattro zampe possono aspettarsi che sia rispettato il loro diritto a lasciare pulito il luogo dove lo fanno loro: obbligatori i sacchetti.

4. Per: è capitato di vedere persone ferme a guardare se il padrone del cane raccoglie doverosamente la deiezione animale, pronte a scattare con una reprimenda ove non accadesse. Possibile non si abbia di meglio da fare?

5. Contro: se Fuffi è nel periodo dell'accoppiamento, va tenuto lontano da ospiti, amici e suocere; non c'è nulla di più imbarazzante del suo tentativo di trovare soddisfazione appoggiandosi alle gambe di Mammà.

6. Per: se Fuffi è nel periodo dell'accoppiamento e si avvicina pericolosamente, non è permesso scansarlo con un pestone, anche se il proprietario non vede...

7. Contro: vanno ultimamente di moda i cani da grembo, probabilmente perché le nostre case sono sempre più piccole e servono soluzioni salvaspazio: non necessariamente il nostro vicino gradisce che qualcuno gli annusi l'ascella mentre siamo in fila alla posta.

8. Per: ridicolo alzare la voce perché nel bar è comparso un cagnolino, proditoriamente riuscito a superare la scritta "io resto fuori" (peraltro, benché resti in vigore l'obbligo italiano ed europeo di non far entrare animali nei luoghi dove si preparano cibi e bevande,  nell'ottobre 2013 la Federazione italiana pubblici esercizi ha adottato un manuale in questo senso più liberale).

9. Contro: che meraviglia i gatti, ma le allergie - causate non dal pelo ma da una proteina presente nella saliva - sono statisticamente in aumento (come tutte le allergie, ahinoi); ne va tenuto conto.

10. Per: se nel raggio di venti metri appare un micio non è indispensabile starnutire forzatamente o portare la mani alla gola simulando fame d'aria per indicare che la presenza non è gradita.

 

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