REGALI DI NATALE


22/12/2016

Passi per gli inevitabili riti di sovralimentazione del prima e del dopo, passi perfino per le poesie dei bambini: quello che davvero a volte pare intollerabile è la rincorsa affannosa del regalo, con il traffico, le file, i soldi che non bastano mai, i vuoti di fantasia... 

Insomma, un dono per forza, che in parte svuota perfino il significato che chi crede associa alla festività religiosa.

Del resto, la storia di Babbo Natale con il cristianesimo c’entra poco. Una leggenda metropolitana vuole che il suo abbigliamento sia stato imposto dalla campagna pubblicitaria della Coca Cola di Haddon Sundblom negli anni venti, mentre è vero che uno dei primi a fissare nella seconda metà dell’ottocento l'immagine che conosciamo oggi - il cartoonist americano Thomas Nast - aveva già sostituito con il rosso il mantello verde delle prime trasposizioni moderne (“globalizzate”, potremmo dire) che riassumevano le numerosissime diverse figure europee riconducibili al vecchio che porta regali ai piccoli.

A quante persone si "deve" un regalo? Di massima i parenti stretti, gli amici con i quali si è stabilita una consuetudine di reciprocità, le vecchie zie dalle quali si spera di ereditare, ma ciascuno sceglie da solo il numero delle corde con le quali legarsi (nel bene e nel male).

Cosa regalare? Naturalmente, che si tratti o meno di generi alimentari del mercato equo e solidale, scegliere un regalo tra le moltissime offerte delle ONLUS vale doppio. Vi suggeriamo quelli dell'associazione che questo sito sostiene da anni (http://www.amka.org), ma l'importante è farlo, non farlo a favore di chi.

Altrimenti, specie nei casi in cui il budget abbia limiti ristretti, i generi alimentari sono una grande risorsa. Non parliamo dei cesti precomposti, chiaramente. Se l'interlocutore è di spirito aperto, si può spendere anche poco (o pochissimo) e sorprendere piacevolmente: un pacco di sale integrale con una bottiglia d'olio extravergine che si sappia dove sia stato spremuto, augurando buona bruschetta; se si spiegano bene le origini (magari, le ragioni) del piccolo dono, per chi non sa più cosa siano le saline o i diversi "cultivar" delle piante di Ulivo, il regalo vero sarà aver imparato una cosa. Perfino le confezioni di legumi secchi - di qualità, è chiaro - possono fare un figurone se accompagnate da una ricetta, magari trascritta a mano. E poi specialità regionali, paste di grano duro di piccoli produttori, caffè di torrefazione e cioccolata artigianale. E, naturalmente, il vino. Meglio una bottiglia in meno a un euro in più che viceversa. I superalcolici, invece, meritano di essere regalati solo se si tratta di bottiglie davvero eccezionali.

E' il pensiero che conta? Forse si, forse no. L'importante è che sia il medesimo. Due fratelli svizzeri, lui e lei, di una importante e nota famiglia, sin da quando erano piccoli risolvevano il problema in modo ironicamente semplice: si regalavano a vicenda una banconota da cinque franchi. Senza dimenticare che per regalare qualsiasi cosa, sorrisi inclusi, non è necessario aspettare il 25 dicembre.

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