NETIQUETTE


08/04/2016

Ovvero, scrivere email-sms-whatsapp-tweet. Quando, come?

Lo facciamo nei momenti più impensati, in faccia agli altri, ammiccando o sorridendo, sinistramente simili a Theodore Twombly/Joaquin Phoenix del film "Lei" (istruttivo e preoccupante), personaggio al centro di un solipsismo della comunicazione che si avvicina molto al nostro quotidiano.

Ecco qualche regola, adattata all'Europa meridionale dal decalogo di Lisa Grotts. Lo sappiamo, la maggior parte di queste indicazioni sono intuitive, quasi banali. Eppure, seguendole tutte i rischi di scrivere online in modo scorretto dovrebbero potersi limitare alla sintassi (nei casi sciagurati, alla grammatica).

1) Innanzitutto, disciplina in compagnia: è bruttissimo messaggiare a tavola (quanti imbarazzi superati grazie al nevrotico maneggiare del telefonino? Può esser comodo, lo sappiamo, ma proprio non va bene), al cinema, a teatro, quando qualcuno ci sta parlando e - sì, sicuramente è successo anche a noi - in riunioni di lavoro, per quanto noiosissime.

2) Soli in mezzo agli altri si può, ma mai durante le lezioni a scuola o all'università; si manca di rispetto al docente e agli altri studenti (oltre a esporsi al rischio di sanzioni agli esami).

3) Vietato cedere alla tentazione di ossessionare il prossimo con email, sms o altre forme di comunicazione virtuale solo perché è facile: non si deve scrivere nulla che non diremmo di persona.

4) Mai inviare notizie tristi, tendenziose o cattive (i messaggi di condoglianze sono consentiti, naturalmente), e men che meno comunicazioni confidenziali.

5) In auto, se proprio si deve, va usata l'accortezza di chiedere scusa ai compagni di viaggio, e comunque MAI alla guida (alzi la mano chi non lo ha fatto almeno una volta nella vita): è pericolosissimo. Pazienza per chi scrive, potrebbe dire qualcuno, ma gli altri?

6) Bene mandare un sms ai congiunti (genitori e figli) per far sapere che si è vivi, in decorose condizioni di salute e (magari) il luogo dal quale scriviamo.

7) Rispondere in tempo non vuol dire subito (per lavoro, peraltro, nei fine settimana si dovrebbe solo in caso di incendio), ma comunque vuol dire presto, preferibilmente nelle due ore successive; salvo casi davvero particolari, in giornata.

8) Fare sempre attenzione a scrivere alla persona giusta; malgrado le cortesi risposte - "Guarda, il messaggio lo hai mandato a me e non sono Topo Gigio" - è troppo ridicolo sbagliare (per i signori uomini: come tecnica  di rimorchio non se ne conoscono di peggiori).

9) Okkio a usare un linguaggio adatto (solo i ragazzini, beati loro, possono scrivere "ki", "ke", eccetera) e a NON usare le maiuscole a meno che strettamente necessario (scritte è come urlare); quanto agli emoticon, solo con adulti consenzienti.

10) Tenere a mente come un mantra che una cosa scritta "in aria" è assai meno virtuale di quanto si pensi; potenzialmente può essere "girata"... E molto probabilmente resterà incastrata da qualche parte, accessibile a chiunque, per sempre (poi aivoglia a parlare di diritto all'oblio...).

Per ultimo, e più difficile di tutto ma anche molto, molto importante: ogni tanto spegnamolo il cellulare. Lui può fare a meno di noi. E noi di lui?

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Una somma gradevole di suggerimenti in materia l'ha scritta  Calandra Izquierdo con Lazarus Potter: "The Do's and Do Nots of Texting" (2013, CreateSpace Independent Publishing Platform).          

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