IN FORMA PRIVATA E' DIFFICILE


Se è una cosa è "ufficiale" è meglio, giusto? Così, spesso la parola viene recitata come un mantra, quasi che da sola fosse in grado di dare solennità agli eventi e alle circostanze. Ma il termine, ahinoi, non ha alcuna valenza magica, e dirselo l'un l'altro serve a poco. Quand'è, allora, che la presenza di un'autorità qualsiasi a una cerimonia qualsiasi può dirsi "in forma ufficiale"? E quando, invece, è "privata"?

Come spesso accade in materia di cerimoniale, una risposta univoca non esiste. Anzi, per quanto possa sembrare strano, la questione è, per così dire, nascosta nell'atteggiamento di chi visita e di chi riceve, negli allestimenti, nei mezzi di pubblicità della manifestazione... Insomma, quando qualcosa è ufficiale "si vede" benissimo. Del resto, è molto raro che un evento qualsiasi sia espressamente "dichiarato" tale.

Cominciamo col dire che - a parte il caso del Presidente della Repubblica -  in materia latita qualsivoglia prescrizione, e non è per niente chiaro chi (e quando) dovrebbe dichiarare ufficiale cosa. Secondo buon senso, la decisione potrebbe essere assunta dall'ospite, con l'accordo (espresso) della massima autorità, ma è evidente che la valutazione relativa all'ufficialità di un evento è "politica" (nel senso che riguarda il fine, non il mezzo).

Questo fa sì che spesso nessuno possa o voglia dire se una visita è "ufficiale", ma che essa lo sia "nei fatti". Allora, si può certamente definire "ufficiale" una cerimonia se si verificano assieme tre delle seguenti circostanze, oppure, anche da sola, l'ultima.

1) Il soggetto che si reca in visita è accolto al suo arrivo in città da un'autorità "territoriale".

2) Alla manifestazione cui interverrà sono previsti indirizzo di saluto di rappresentanti degli enti locali.

3) Della visita è stata data pubblicità mezzo stampa o in altro modo e comunque la cittadinanza ne ha notizia diffusa.

4) Durante la visita è previsto un incontro tra l'autorità e personalità locali (tra queste ultime "valgono" tutti: dal Vescovo al Sindaco, dagli Assessori al Presidente della Camera di Commercio, dal Presidente dell'unione industriali della Provincia ai rappresentanti di altre associazioni di categoria, e via dicendo).

5) Sono presenti militari in alta uniforme al portone d'ingresso del palazzo o della sala dove si svolgerà la cerimonia.

6) Sono presenti bandiere, gonfaloni di Comuni, labari o medaglieri di associazioni.

7) Sono presenti rappresentanze provenienti da altri Comuni o Regioni o Stati.

8) L'evento viene trasmesso da un canale televisivo a diffusione nazionale.

9) Sono previsti onori militari.

I vecchi libri di Cerimoniale distinguevano tra visite ufficiali, di lavoro, in forma privata e in incognito (con ulteriori sfumature, a capriccio dell'autore del manuale: da "ufficiale di lavoro" a "strettamente privata"). Ma è chiaro, ormai, che con l'occhio delle telecamere acceso viviamo tutti dentro un Truman show nel quale il confine tra pubblico e privato si squaglia al primo flash. Dunque, ammesso che esista una differenza tra i casi di forma "privata", "strettamente privata" e "in incognito", se il Sindaco di Topolinia si trova a Paperopoli e non vuol dare rilievo alla sua presenza dovrà evitare che ne sia data notizia fino al giorno dopo. In caso contrario, i paperopolesi comincerebbero subito a domandarsi a voce alta: "Ma viene in forma ufficiale?".

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