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FESTE DI NATALE

20 dicembre 2018

Oddio, che cosa gli/le regalo? E poi il cenone, Capodanno... Subito dopo la dieta, no? E' Natale, niente paura: passerà. 

Nel frattempo. Ecco qualche suggerimento.

ADDOBBI Meno addobbi è meglio che più addobbi, come al solito. Albero a parte - che è buon uso, ormai, sia sintetico - poche cose. I Santa Claus arrampicati sui balconi meglio di no, insomma. Tutto da smontare con l'arrivo dei Magi, il 6 gennaio (per non avere la casa addobbata a Natale quando arriva Carnevale).

DONI. Niente che non vi possiate permettere.I doni sono importanti per l'affetto che trasmettono. Un pensiero è sempre gradito quando è fatto con attenzione. Se è solo il valore a contare non state sbagliando dono, avete sbagliato persona. 

ABBIGLIAMENTO. Per l'abbigliamento a Natale, come vi pare. Capodanno abbigliamento lui: un blazer, pantaloni grigi, scarpe e cintura nere, camicia bianca e cravatta scura sarete a vostro agio sempre; va meglio del solito vestito fumo di Londra (che si indossa pure a un funerale) e naturalmente non ha niente a che vedere con l’abito blu, che peraltro è "da mattina" anche se non tutti lo sanno. Abbigliamento lei: ah, saperlo: chiedete come si vestirà la padrona di casa... Il nero di sera è corretto, ma sa tanto di compitino da sei striminzito, quindi - solo se ve la sentite, altrimenti per carità si rischia di far peggio - osate un poco. Comunque, un tailleur (eventualmente indossato senza sottogiacca  o con accessori accesi) funziona sempre. 

BAMBINI-Abbigliamento: Proibito a qualsiasi titolo sistemarli in giacca e cravatta (circostanza che insieme ai pantaloni corti garantisce un futuro sul lettino dello psichiatra). Fogge identiche o simili per i figli in numero superiore a uno sono ammesse fino ad un'età massima di anni sei. Proibito consentire loro capricci oltre l'indispensabile: i genitori facciano i genitori anche se è Natale.

OFFRIRE. Non c'è bisogno di essere vegetariani per apprezzare il rispetto del dolore estremo, quindi, potendo, evitate di offrire la carne di animali da allevamento intensivo (che peraltro ha qualità nutritive discutibili e spesso cattivo sapore), il pollame su tutti. Detto questo, ricorrere alla tradizione e/o alla cucina regionale costituisce una meravigliosa risorsa, a partire dalle cose più semplici. L'abbondanza è consentita, ma senza obbligare gli ospiti a sentirsi in difetto se non si rimpinzano come tacchini.

INVITARE Evitate di farlo in "cravatta nera"; lo smoking non ce l'ha quasi più nessuno e imponendo a molti una caccia al tesoro per l'affitto di abiti di solito piuttosto brutti (proposti perlopiù con una farfalla già fatta) non fate normalmente un favore né ai vostri ospiti né al tono della serata.

COMPAGNIA. Per Natale restate in famiglia; di un’assenza oggi potreste pentirvi domani. A San Silvestro NON bisogna per forza andar per cenoni... Peraltro le iniziative riuscite bene sono rare, forse rarissime, e per parlare con gli amici del cuore delle cose andate e di quelle che verranno, non c'è notte migliore di quella di fine d'anno.

 

 

UN CONVEGNO SUL DIALOGO RELIGIOSO...

19 aprile 2018

La statua nuda coperta in Liguria. Sabato scorso, il 14 aprile, a Cairo Montenotte in provincia di Savona, un drappo rosso è comparso a coprire il fondoschiena di una statua raffigurante Epaminonda il tebano (418 - 362 a.C.). 

La curiosa circostanza (chissà che ne avrebbe pensato l'interessato) si è verificata in occasione di un convegno sul dialogo interreligioso organizzato dalla Confederazione islamica italiana insieme alla Federazione islamica ligure.

Aritanga... Pare il bis del 2016, quando durante la visita in Campidoglio del presidente iraniano Rouhani, altrettanto vennero coperte marmoree pudenda. Come allora, a giustificare il misfatto sono state invocate "esigenze cerimoniali".

Analoga la colpa al Cerimoniale, analoga la copertura di opere d'arte. Ma i due casi sono in realtà molto diversi. Qui infatti gli organizzatori del convegno (previsto il sabato) si sono "ritrovati", negli stessi spazi che avrebbero dovuto utilizzare, la statua incriminata, inevitabilmente già istallata per una mostra imminente (inaugurata la domenica). Non essendo loro gradita, la hanno parzialmente coperta. L'autore dell'opera, a sua volta, non ha gradito...

Il sindaco ("proprietario" dei locali che ospitavano statua e convegno) ha dichiarato: «Non mi sono nemmeno accorto del quadro sparito e della statua coperta; a noi come amministrazione pubblica non è stata avanzata nessuna richiesta di rimuovere opere d’arte nè per motivi religiosi nè per altro».

Insomma, si sarebbe trattato di un equivoco. Un po' "mi volto dall'altra parte", un po' "vuoto di potere", entrambe circostanze molto italiane. Tutto risolto dunque, ma la domanda di due anni fa inevitabilmente ritorna: si può distinguere tra buona educazione e piaggeria? Si può rispettare l'altro e, insieme, la propria dignità? Sì che si può.

L'acquiescenza alle sensibilità altrui non è nuova al nostro paese. Oltre al citato caso del Campidoglio, nel 1999 il Presidente della Repubblica Scalfaro aveva accettato di non mettere in tavola il vino in occasione della visita del Presidente iraniano Khatami. Poco prima i francesi, a fronte di richiesta simile, avevano fatto orecchie da mercante. E gli spagnoli, posti davanti allo stesso dilemma, avevano dribblato la difficoltà organizzando l'incontro lontano dai pasti, come certi farmaci contro il mal di testa.

E noi? NOI NO (indimenticabile, la trasmissione Vianello&Mondaini). Noi spesso facciamo perfino più di quanto richiesto. È giusto o sbagliato assecondare gli ospiti? Serviremmo del vino allo zio ricco notoriamente astemio (dal quale ci aspettiamo che ci sistemi figlio e figlia)? E se la cugina hare krishna (povera in canna) pretendesse di mangiare sdraiati per terra?

Chi può dirlo? L'Italia è la patria del compromesso, siamo fatti così, nel bene e nel male. E prendersela con le "esigenze del Cerimoniale" è comodo: assolve responsabilità maggiori... 

Solo chi ha fatto questo mestiere sa che ogni buon cerimoniere i pasticci, se non può risolverli, li scansa. Raramente la colpa è davvero sua. Certo, potrebbe anche improvvisarsi lottatore di sumo e sbattere la testa contro un problema insolubile. Ma poi ci vuole l'aspirina.

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